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DUE CLASSI DELLA SCARDIGNO SAVIO DI MOLFETTA IN VISITA ALLE SALINE DI MARGHERITA DI SAVOIA
Il reportage di questa esperienza, con una serie di dichiarazioni dei bambini delle classi 4^E e 4^D


DUE CLASSI DELLA SCARDIGNO SAVIO DI MOLFETTA IN VISITA ALLE SALINE DI MARGHERITA DI SAVOIA



27/04/2016
Suscita sempre grande interesse la visita alle saline di Margherita di Savoia.

È l’esperienza vissuta dai bambini della Scardigno Savio di Molfetta con le classi 4^E e 4^D che al termine della loro visita, hanno così commentato.
Per la serie, piccoli giornalisti crescono…

Greta: Mi è piaciuto tutto ma la parte più bella è stata la visita alle montagne di sale. Quando ho visto quelle montagne sono rimasta a bocca aperta, erano grandissime! Mi sono davvero emozionata...

Gionatan: Noi alunni della 4°E, insieme con quelli della 4°D, siamo andati a visitare le Saline a Margherita di Savoia. Giunti sul posto ho provato tanta curiosità perché ho visto tante cose che non avevo mai visto. Quando ho visto i Cavalieri d’Italia me ne volevo portare uno a casa, perché amo gli animali, ma ho pensato che quello è il loro mondo, ed è giusto lì che devono vivere.

Fabrizio: La visita guidata alle Saline mi ha impressionato anche per la loro storia: nel passato i bambini e gli adulti lavoravano il sale, non si poteva rubare ma le donne, sotto le gonne, lo nascondevano. Il sale era chiamato oro bianco. I soldati romani avevano, come paga, il sale, che era prezioso, e spesso lo rivendevano per i soldi. Un’altra cosa che mi ha colpito sono i campi di sale, sembrano campi di neve. Quando le ruspe ingoiano il sale lo trasportano nei camion. C’è anche un lungo nastro trasportatore a forma di tubo che scarica il sale formando delle montagne. La guida ci ha spiegato che il sale non può crollare o sciogliersi con la pioggia, perché in alto si forma una cupola impermeabile. La visita a Margherita di Savoia mi è piaciuta molto perché ho visto e imparato molte cose senza l’aiuto dell’immaginazione o dei libri.

Licia: A me il solo pensiero di vivere un’altra avventura fuori da scuola mi rendeva felice. Quando siamo partiti mi sentivo elettrizzata per ciò che avrei visto e perché ero con i miei compagni. Quando siamo arrivati e l’esperta spiegava mi sono sentita un po’ confusa e affannata perché dovevo prendere appunti velocemente e, allo stesso tempo, dovevo state attenta. Il momento più bello, oltre alla ricreazione, è stato quando abbiamo osservato le saline perché mi sono sembrate enormi. Quando la guida ci ha spiegato che la salicornia salina si mangiava mi sono sorpresa. Mi sono intristita, però, perché non ci hanno dato neanche un po’ di sale da portare a casa.

Suamy: A me sono piaciuti due posti in particolare: le vasche che contenevano l’acqua rosa e il posto dove c’erano le montagne di sale. Mi hanno colpito questi due ambienti perché non avevo mai visto tanto sale tutto insieme e mi ha fatto strano vedere l’acqua di mare di colore rosa….

Monica: Le cose che mi sono piaciute di più sono: 1) l’artemia salina, che mi ha emozionato perché pur essendo lunga solo 7 mm può far cambiare colore al fenicottero. 2) osservare un poco d’acqua delle vasche al microscopio, scoprendo di che forma è il sale quando si deve ancora formare il cristallo. 3) mi ha impressionato il fatto che nel passato le donne rubavano il sale.

Antonio: Mi è piaciuto tanto osservare il procedimento della lavorazione del sale, la parte che più mi ha colpito è stata quando il nastro trasportatore sollevava il sale sul carroponte.

Gabriele: Io ero emozionatissimo di vedere i salinieri che lavoravano il sale e di vedere gli uccelli svolazzare sopra di me, e le anatre che nuotano nelle vasche Insomma, a me piace tanto la natura!

Eva: Mi ha colpito molto il fatto che si possono fare pure le sculture di sale! Per farle bisogna avere una cultura di legno, immergerla nell’acqua madre, aspettare per 2 o 3 mesi e la scultura è fatta.

Christian M: Mi ha incuriosito quando siamo andati in laboratorio dove c’erano i densimetri che galleggiavano in tre tipi di acqua: quella quasi completamente assente di sale, quella di mare e l’acqua rosa con maggiore presenza di sale.

Manuela: Durante la visita alle saline il momento più bello è stato quando abbiamo visto gli animali della salina: il Cavaliere d’Italia, la folaga, le anatre, la garzetta, l’airone cenerino e la spatola. Poi abbiamo visto la salicornia salina, che è una pianta.

Giuseppe: Disegno di Cecilia
Una salina è formata da una serie di vasche dove l’acqua di mare evapora e con l’irraggiamento solare diventa sale. Il sale non si scioglie con l’acqua della pioggia perché è coperto dalla polvere. La cosa che mi è rimasta impressa è che prima di impacchettarlo, lavano il sale con l’acqua madre.


Mario: In laboratorio ho imparato che esiste il grado Baumè, cioè il grado di salinità dell’acqua. L’esperimento che mi ha colpito di più è stato quello dell’uovo: prima ha immerso l’uovo in una bacinella piena di acqua del rubinetto e l’uovo non galleggiava, poi lo ha immerso nell’acqua delle saline e l’uovo galleggiava!


di Redazione

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